Storia

 

 

L'INTERVISTA AL PRESIDENTE della 2MR: "click here"

 

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Storia della 2MR srl - Arrigo Ruzza:

Da una lunga esperienza professionale che ha sviluppato nel settore delle finiture per gli interni dell'edilizia pubblica e privata Arrigo ha creato una società che ha chiamato “2mr” che significa:  Marco, Mariateresa Ruzza (suoi familiari), per realizzare un progetto che da tempo aveva nel cassetto.
La sua professionalità è cresciuta promuovendo sul mercato italiano materiali tedeschi (della karl Freudenberg AG, di Weinhein - Frankfurt of Meine) utili e tecnici per la casa e per gli ambienti pubblici.
I prodotti della Freudenberg del settore "Nora", molto articolati e tecnici e hanno contribuito non poco alla sua formazione professionale. 
A Milano nel frattempo aveva  sviluppato una nuova intesa di interessi con un professionista di grandi qualità (dr. Broggi Lorenzo).
Appassionato cultore della perfezione e delle cose belle. Da questa collaborazione è nata una simbiosi di idee e progetti che lo ha portato alla creazione di una nuova società, denominata "Quattro Srl" - pavimenti sopraelevati. 
Questa in breve è diventata leader nel settore, per molte opere e manufatti speciali.
In seguito, non molto dopo, è stata ceduta a nuovi proprietari.
Questa esperienza lo ha forgiato di una competenza tecnica altamente professionale e di conoscenze tecnologiche di grande innovazione.

Contattato in seguito a questa avventura conclusasi positivamente da una ditta di  Milano, la ditta “Moncini Spa” - (società di lavorazione di Marmi e Graniti), ha progettato e sviluppato per questa una nuova linea automatica di produzione di pavimenti sopraelevati, con la particolarità di coperture in Pietra, Granito, molto difficili da lavorare in simbiosi con altri materiali più teneri come il legno e il materiale inerte costituito da gesso ad altissime densità.
L’alta tecnologia utilizzata, che la caratterizzò, le diede subito un grande impulso e sviluppo commerciale.  Istruì le maestranze per la conduzione degli impianti, addestrò il personale alle pose in opera di quei materiali, educò con la sua esperienza anche il personale alle vendite.
Questa esperienza terminò dopo che l’iter formativo è cessato e iniziò una nuova storia di collaborazione con una società di Lissone.
La F.lli Arosio falegnameria, che sotto la sua  guida iniziava a produrre pannelli per pavimenti sopraelevati, con un programma di innovazione tecnologica da lui progettato.
Questa produzione avviata con successo non tardò a occupare spazio sul mercato del tecnologico e in poco tempo guadagnò il plauso ed il consenso di molte società e professionisti.
Per questa collaborazione il sig. Arosio, trovò giustificata  la creazione di una nuova società di settore che chiamò Euroflor srl, che tuttora opera e produce con successo prodotti di buona qualità.
Arrigo per la ditta Arosio portò a compimento commesse  importanti, che condusse a buon fine in modo ottimale.  
Le strade si sono poi divise per interessi  e programmi diversi.
Creò così in proprio una società  per dare esecuzione ad altre nuove innovazioni tecnologiche che aveva elaborato con le esperienze maturate in quegli anni.
Selezionò collaboratori e personale per lo sviluppo del progetto, cercò la sede più adatta per la creazione del polo produttivo e con persone come Pastore Pierino, acquistò macchine ed impianti per dare inizio alla produzione della società che chiamò 2mr.
Iozzi Cataldo e Airaghi Renzo, divennero in seguito altri suoi collaboratori, a cui furono date mansioni tecniche di cantiere per il primo e commerciali per il secondo.
Altro personale addetto alla produzione e altre con mansioni tecniche di vendita e di progetto sono state assunte per iniziare e sviluppare questo progetto, che unico nel suo genere ha sviluppato  una linea automatica e tecnologica di produzione di pannelli per pavimenti sopraelevati con le finiture in pietra, granito, grès porcellanato e parquet, sviluppata su una linea automatica speciale.
Era quanto di meglio il mercato potesse avere nel settore dei pavimenti sopraelevati, in particolare perché offriva coperture nobili e ricche ad un settore che fino allora si presentava sul mercato con coperture in solo laminato.  Le banche ed alcune società finanziarie che volevano dar sfoggio della loro ricchezza e della loro potenza economica furono le prime a fare richieste di questa classe.     
Lo  stabilimento sorto a Rosate, in provincia di Milano ha dato corso a questa innovativa operazione.
Il polo operativo creato, su una superficie iniziale di 1.000/1.500 mq., si è poi ampliato a 3.000 mq.   
Il progetto di questo disegno, da tempo tenuto nel cassetto, aveva preso forma e i risultati non sono venuti a mancare.
Dieci anni più tardi, la commessa milionaria di una banca di Torino impegnò Arrigo con la sua azienda in un appalto che la l’istituto decise, per disposizioni della direzione generale, di cedere il  totale appalto ad una impresa di Cremona (ditta Andreotti Spa).

L'istituto, che era a conoscenza della grandi difficoltà economiche dell'impresa, che venne fatta capocommessa della costruzione del suo nuovo centro elettronico, e rassicurò le ditte in subappalto che se fatti imprevedibili fossero accaduti, che quasi a presagio dovevano succedere, l’istituto avrebbe provveduto a porre rimedio a qualsiasi inconveniente intervenendo direttamente sulle opere secondarie subappaltate e che tutta le operazioni ad essa collegate sarebbero state poi gestite dall’istituto stesso in ordinaria amministrazione.
L'istituto però, non segnalò ad Arrigo, e quindi alla 2mr srl, che l’impresa era fortemente indebitata con l'istituto stesso, con lal quale aveva un conto aperto molto a rischio.
La banca con la speranza di recuperare il credito sconfinato che aveva con l'impresa, creato a debito da tempo, l’istituto la fece capocommessa, e nella convinzione che dando ossigeno alle sue finanze avrebbe così potuto riprendersi molta parte del suo credito.
Arrigo, con la sua società ed anche le altre aziende, fornitrici dei servizi ausiliari della costruzione, furono tenute all'oscuro di questa trama sotterranea.

L'imprevedibile, che si sperava non auspicabile, era accaduto e l'impresa dopo un paio d’anni chiuse i battenti per fallimento.
La banca non ottemperò alle sue promesse ed ai suoi proclami.
A seguito di quanto descritto sopra molte società in subappalto sono state costrette  a profonde crisi economiche, che non tutte sono riuscite a superare.
L'incuria e la leggerezza del comportamento della banca, che ha gestito in modo ignobile e superficiale tutta l'operazione, ha condotti al lastrico più di una società, che avevano forti crediti con l'impresa fallita, ma ora non più esigibili.

La 2m come le altre piccole società frustrate da questo ciclone inarrestabili, dovettero trovare soluzioni diverse eper non fallire e qualcuna come la 2mr di Arrigo seguì la strada del concordato, che tramite  un curatore nominato dal tribunale  che gli permise di cedere tutto il materiale di magazzeno, i crediti, il capitale accumulato in anni di serio impegno, ed altri manufatti (stampi, depliands di pubblicità..) per un valore complessivo di 3 miliarcirca delle vecchie lire, al valore formale di una lira.

Il personale, costituito da venti dipendenti e trenta artigiani, impegnati a tempo pieno in fabbrica e nei cantieri, ben addestrati ed altamente specializzati, scosso da questa situazione, è stato da lui liquidato di ogni loro spettanza, e lasciato libero.
La situazione creata da queste circostanze, disperse in breve il personale, e da questa stato Arrigo ne fu logorato non poco per gli anni successivi, per l’impegno profuso e il lavoro impiegato nella creazione di una società premiata per la sua innovazione tecnologica, e l’alta qualità dei materiali prodotti.

Il tutto si è dileguato in un baleno, e Arrigo ne uscì con le conseguenze che di seguito sono facili da immaginare..

COSA FACEVAMO

Dialoga con il nostro Team

Arrigo Ruzza

Fondatore e Presidente della 2mr

Renzo Airaghi

Responsabile commerciale - direttore vendite

Pastore Pierino

Responsabile tecnico e di produzione.

Cataldo Iozzi

Responsabile tecnico dei lavori di cantiere.